Il nuovo lessico della disoccupazione

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se-protestassimo-di-piuPer decenni, intere generazioni hanno avuto la fortuna di utilizzare dal loro vocabolario pochissimi termini riguardanti le posizioni lavorative. Occupazione, pensione, cassa integrazione (in occasioni che a quei tempi facevano notizia) e di tanto in tanto disoccupazione: questi erano i termini con cui i giornali ci dipingevano il mondo del lavoro in Italia.

Negli ultimi due decenni il ruolo del lavoratore si è fatto sempre più precario e variegato, costringendo il nostro vocabolario ad arricchirsi adattandosi a nuove posizioni e nuovi ruoli non-lavorativi, ormai sempre più frequenti. Proviamo, allora, a identificare questi nuovi termini volti a caratterizzare soggetti privi di un ruolo professionale preciso, tentando di darne un significato.

  • Disoccupato Primo fra tutti i tristemente noti termini peculiari al mondo del lavoro, richiede poche delucidazioni. Lo è chi ha messo in atto un’azione di ricerca di lavoro entro le ultime 4 settimane ed è disponibile a intraprendere un’attività lavorativa nelle future 2 settimane. La forza lavoro di un paese è costituita pertanto dalla somma di Occupati e Disoccupati.
  • Esodato Un nuovo termine, in realtà coniato in occasione dell’esodo della popolazione istriana giuliano-dalmata (1989), e rivisitato in chiave disoccupazionale in seguito alla riforma pensionistica varata dal governo Monti nel 2011, che senza preavvisi rendeva tutti gli italiani più giovani e vigorosi, innalzandone l’età idonea alla pensione. Da quel momento in poi, tutti i lavoratori che precedentemente la riforma avevano firmato accordi con i propri datori di lavoro per allontanarsi anticipatamente dai propri impegni lavorativi, si trovarono privi di stipendio, pensione e di qualsiasi forma di ammortizzatore sociale. Questo in estrema sintesi il significato attuale e italiano di esodato.
  • Inattivo Questa figura non fa parte della forza lavoro, e identifica tutti coloro che non lavorano e che per qualche ragione (più o memo personale) hanno smesso da tempo di ricercare un’occupazione. In genere sono coloro che amano, tra l’altro, anche fare causa alla banca servendosi di una perizia anatocismo
  • Forza di lavoro potenziale Infine questa recente (2011) espressione tratta dalla fucina dell’Ufficio Statistico dell’Unione Europea (Eurostat), che definisce il ruolo ibrido che si colloca fra disoccupato e inattivo. Il lavoratore potenziale è, dunque, un inattivo, che pur non essendo disponibile a lavorare nell’immediato, è comunque disponibile, entro termini ragionevoli di tempo, a prestare la propria opera ed entrare a tutti gli effetti nella forza lavoro del paese.

A questo punto ci piacerebbe davvero dire: ‘ Buon lavoro a tutti!’.

Vi diciamo però, ‘Buona fortuna, di cuore’ con questo video illuminante:

Creare lavoro da casa

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Il mercato del lavoro è cambiato radicalmente negli ultimi decenni ed è destinato a mutare più profondamente nel prossimo futuro. Servono capacità di adattarsi flessibilità e inventiva. Il mercato del lavoro cambia Il lavoro come lo abbiamo conosciuto finora deve cambiare e sarà necessario inventarsi un lavoro. Le professionalità di un tempo saranno rimpiazzate da nuove professioni sono richieste ogni giorno per venire incontro alla mutata richiesta del mercato.offere-di-lavoro-online

In questa prospettiva reinventarsi e inventarsi un lavoro è la mossa vincente per riuscire nell’impresa: tanto vale chiedere non inventarsi un lavoro redditizio fatto per noi? Questa è la missione di InventaLavoro.

Iniziare una simile impresa può preoccupare in particolare i lavoratori anziani che vedono dissolversi i punti fermi su cui hanno fatto affidamento finora, ma ritenere che il lavoro da inventare sia una esclusiva ai giovani è scorretto.

Questa crisi ha interessato tutti senza esclusione e la maggior parte delle persone è in difficoltà, sia chi inizia in questo periodo a cercare una occupazione quanto i lavoratori più anziani, sono senza garanzie e la stabilità e sono costretti così a inventarsi un lavoro.
Ognuno ha bisogno di inventarsi un attività.

I suggerimenti per inventarsi un lavoro creativo e sistemare la situazione difficoltosa sono diversi, sono dappertutto e può sembrare improbabile volere un lavoro diverso o inventarsi un mestiere con la disoccupazione che c’è, non è per niente facile trovare una occupazione qualunque, mentre i canali di informazione annunciano solamente di crisi e disoccupazione.

E’ proprio nella crisi che si inventano soluzioni geniali e si intraprendono attività incredibili mai pensate prima

Per tanti, in questo contesto, la crisi rappresenta una opportunità e invece di avvilirsi accettano la sfida sono decine e decine le persone che hanno risolto il dilemma della mancanza di lavoro creando nuovi lavori autonomi: oggi è possibile lavorare da casa,
fare attività di vendita on line di prodotti e servizi e vendere servizi.  I nuovi segmenti di mercato richiedono competenze diverse dai computer e dall’informatica alla fornitura di servizi, sono moltissimi e le possibilità sono numerose su come inventarsi un lavoro senza soldi.

Ovvio che non sia così facile e, prima di lanciarsi nel vuoto e inventare un lavoro occorre condurre svariate ricerche, valutare bene i pro e i contro ma, che si cerchi un diverso impiego, sia di una nuova attività quello che veramente conta ed è determinante siamo noi stessi e quanto vogliamo ottenere il risultato.

E poi perché non tentare?
è uno spreco, dei miglioramenti e lavoro da inventare che ci entusiasma ci renderà realizzati oltre a rendere migliore la vita di tutti i giorni e quella delle persone a noi vicine: ricordati la massima “Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua”. .

corso tecnico del suono

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Avere o non avere un lavoro e interessa ormai quasi tutte le fasce di età. Le nuove generazioni faticano nel mondo del lavoro perché sembra non ci siano opportunità, anche per accumulare esperienza come si faceva tempo fa.
Chi invece è più avanti con l’età temono per il proprio posto fisso e non hanno certezza e si teme per il futuro dovesse succedere, e ricollocarsi a chiedere un lavoro?

Anche per loro è ormai precaria e non garantita. La grande maggioranza dei precari e dei disoccupati dalla contingenza della crisi economica, e ormai lavorare è diventato il lavoro serve per vivere e non il contrario.audiomixer

L’Italia intera, ma potremmo dire l’intero occidente, si sta avviluppando su se stessa coinvolta una crisi economica e lavorativa epocale che colpisce tutti nella storia recente dell’umanità.

E’ invece in questi momenti grande incertezza ha più probabilità di sopravvivere chi, e utilizzare nuovi mezzi come il computer cerca di svincolarsi dalla logica del lavoro retribuito, quello canonico per intenderci, quello classico con busta paga arriva a fine mese (lavoro dipendente).

E’ questo il momento per e inventarsi un nuovo lavoro che tiene conto dei propri interessi: a tanti interessa l’home recording e per un musicista può inventarsi un nuovo lavoro dalla gabbia del lavoro dipendente e puntando sulla formazione e lo studio iscrivendosi a un corso per diventare fonico.

I centri per l’impiego difficilmente offrono proposti presso i centri per l’impiego sicuramente non ci saranno offerte di questo tipo, ma on line tutto è possibile, anche diventare fonico.

Abbiamo l’esempio di Gianni Pinta, con la passione del recording che ha scelto di diventare fonico e che ha saputo trovare uno sbocco lavorativo in barba alla crisi puntando su se stesso e iscrivendosi a un corso tecnico del suono:
“Lavoro da pochi anni come fonico nel mio home studio e il lavoro non manca.” ha dichiarato Gianni nel corso di una intervista.

Vale ricordare che gli studi di registrazione, non sono più quelli di una volta: fino a 20 anni fa, non esistono più prodotti veramente  professionali.

Il fonico free lance inizia dallo studio in particolare da un corso per tecnico del suono professionista.

“Ho frequentato Recording Turbo System da casa – prosegue Gianni – e mi sono formato esclusivamente on line, con il mio computer e le mie produzioni sono conosciute ovunque su You Tube e le web radio”. Gianni ci ha dato l’esempio che si può lavorare come tecnico del suono frequentare un  corso di tecnico del suono ha realizzato il suo obiettivo ed facendo il lavoro che si ama.

Questo corso Recording Turbo System è il corso di tecnico del suono interamente on line, un corso dedicato a chi vuole diventare tecnico del suono, da ogni parte d’Italia, da qualsiasi Regione e comodamente da casa propria: è sufficiente un PC o un Mac e una connessione.

Per i principianti il corso base tecnico del suono è un percorso guidato nel mondo dell’audio professionale, gli argomenti sono divisi in moduli mano a mano che si prosegue con il percorso di studi.

Altra cosa importante: anche se tutto è disponibile anche tutorial gratuiti sul recording quelli per ingegnere del suono sono in italiano, sono quasi esclusivamente in lingua inglese.

Le regioni da cui si può accedere a questo corso tecnico del suono sono
Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, oppure Piemonte, Lombardia, Toscana, Sicilia, Sardegna, Marche, Puglia e Molise, così come Valle d’Aosta, Veneto, Trentino Alto Adige e Umbria.

Questo Corso offre molti vantaggi, tenendo presente che un corso tecnico del suono quanto costa che sono piuttosto elevati dovendo magari trasferirsi quando non è presente nella nostra città, oltre alle altre  spese in termini di tempo che questo comporta.

La morale è questa: l’annoso problema del lavoro le soluzioni vanno cercate facendo muovere le rotelle arrugginite oltre al cuore con un poco di intraprendenza, ci vuole coraggio e fiducia per realizzare qualcosa di importante e fare quello che ci appassiona, come diventare ingeneri del suono e un fonico professionale.

Il lavoro dell’educazione in famiglia quando i bambini sono capricciosi

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Edizioni SiPrima di diventare genitori la quasi totalità crede di avere  le idee  ben chiare su come crescerà il proprio bambino e su come diventare bravi genitori, senza tenere conto che i bimbi in arrivo assumeranno un comportamento che si rafforzerà negli anni ma i cui aspetti fondamentali sono già scritte.

Come educare i propri figli

Questo dettaglio cambierà sostanzialmente le carte in tavola, modificherà i nostri piani che avevamo sull’educazione dei figli e la nostra immagine di genitori  tutti i nostri progetti come genitori e quella sui nostri figli. Quando inevitabilmente si manifestano conflitti che arrivano velocemente al punto di saturazione, anche se vogliamo bene ai nostri bambini, arrabbiarsi è facile.

Punizioni e sgridate sono dannosi e inutili e altre punizioni o restrizioni non risolvono i problemi non cambiano il loro comportamento. Come conferma EdizioniSi con uno splendido libro, La violenza è dannosa e li renderà da adulti individui a loro volta violenti e nei confronti dei lori figli ripetendo l’esempio vissuto da piccoli e non sapranno comportarsi diversamente.

Non vai mai dimenticato che i bambini “capricciosi” seguono l’esempio di genitori dalla propria famiglia e di quella sociale più allargata – insegnanti, educatori  eccetera – come comportarsi: le nostre azioni sono l’esempio che imparano da piccoli. E’ nostra responsabilità di adulti e genitori insegnare loro ma anche  la comprensione e l’empatia con le nostre azioni. E’ ampiamente dimostrato da studi e ricerche che le punizioni e non aiutano a cambiare i comportamenti che non ci piacciono senza scoprire la causa dei capricci.

Nella maggior parte dei casi il bambino risponde nel solo modo che conosce ribellandosi è una richiesta di attenzione che manca da genitori distratti o poco comprensivi. Quando sgridiamo nostro figlio lo diseduca a imparare a risolvere i conflitti.

La paura indotta da una punizione, i sentimenti negativi che non fanno crescere e capire gli errori fatti per non ripeterli che si ripresenteranno.

Qual’ è allora la soluzione?

Gli esperti insegnano che voler cambiare cambiare il modo di essere dei figli o il loro carattere è inutile ed è meglio la responsabilità e l’auto-disciplina. e farli ragionare si sono dimostrati risolutivi piuttosto che punirli. Fare capire che le nostre richieste c’è una esigenza reale insegna ai bambini dispettosi come collaborare con noi, ed insegna ad auto disciplinarsi e capire le nostre richieste. I bambini piccoli non hanno ancora la capacità di distinguere i nostri motivi, per cui sarà sufficiente un no convincente accompagnato da una postura che sottolinei la negazione e non lasci spazio a fraintendimenti.

Con i bambini più grandi e i ragazzi, oltre a spiegare la motivazione di un rifiuto, andranno associate le ricompense senza esagerare per non compromettere la valenza positiva e sconfinare nel ricatto quando la richiesta viene soddisfatta o si comporteranno bene.

Quando occorre riprenderli basterà un ordine senza arrabbiarsi accompagnato sempre da una postura coerente  – espressioni facciali, mimica, gestualità e posizione del corpo – il nuovo rifiuto. Anche i toni sono importanti  e usare un linguaggio corretto quando ci relazioniamo con i nostri figli e gli altri ragazzi. La meta-comunicazione trasmette molto più di quello che pensiamo se siamo arrabbiati corriamo il rischio di far arrivare un messaggio distorto che hanno conseguenze e causano reazioni dall’aggressività all’apatia.

Ugualmente prestiamo attenzione consapevoli dei messaggi non verbali che riceviamo da loro tramite il loro atteggiamento, i silenzi o le provocazioni che non vanno raccolte.

E’ indispensabile per educare i figli sia concordata da entrambi i genitori per essere efficace, sopratutto se sono separati, per non confondere i bambini inequivocabile  e coerente senza dare loro modo di inventarsi sotterfugi magari divertenti che ci fanno tentennare. La loro cameretta non deve essere usata come luogo di punizione dopo una disubbidienza, meglio metterli in punizione altrove meglio metterli in castigo quanto sia noioso rimanere confinati  in bagno, per esempio.

Un altro sistema per coinvolgere il bambino nella soluzione del problema, farci capire il loro comportamento e trovare delle soluzioni è chiedergli di aiutarci a risolvere il problema. Insegnargli a chiedere scusa se sono stati cattivi mette i ragazzi di fronte alle responsabilità derivate dalle loro azioni e a comprendere il senso del rispetto verso gli altri.

Oltre all’amore e all’attenzione rispettando le loro necessità non devono mai venire meno il riconoscimento dei loro progressi, il confronto delle opinioni attraverso il dialogo, e discutere insieme le regole per trovare le soluzioni giuste si instaurerà il rispetto reciproco per mantenere un buon rapporto con loro.. é sempre un gioco di ” lavoro su sé stessi” ( esempio CrisiDiCoppia-STOP.com )